la nascita del circo moderno

  “nessuno ha ami fatto la differenza essendo come tutti gli altri”

Gli egizi

La giocoleria nasce qua, nell’antico Egitto nel 2500 a.c., sono stati trovati affreschi che rappresetano donne che lanciano e prendono palline, ma non per gioco o intrattenimento ma per il rito religioso legato alla fertilità. Mentre l’acrobatica e il contorsionismo nasce come intrattenimento per il faraone e per le persone ricche.

 

I cinesi

 Nell’antica Cina si comincia a studiare l’acrobatica per scopi militari, perchè serviva esplosività, agilità e un equilibrio perfetto. Poi si evolvero in spettacoli in cui si mostravono le abilità circensi (come il diablo e il funambulismo), e l’acrobatica come il verticalismo e i salti.

Gli antichi romani

Il termine "circus" deriva dal latino e signifaca cerchio, quindi si riferiva alla forma che avevano gli anfiteatri o gli ippodromi (anche se quest'ultimi avevano una forma allungata). In questi spazi le acrobazie non erano le protagoniste ma comunque c'erano i "ludi circenses" riferiti a degli acrobati

il medioevo

Dopo la caduta dell’impero romano l’arte perse i finianziamenti quindi gli artisti diventarono nomadi. Si esibivano in piazze nei mercati e durante le feste. Grazie a loro queste arti restarono in vita per secoli

Philip Astley (1768)

Astley era un acrobata equestre, ex militare. Capì che la forza centrifuga rendeva molto più facile restare in piedi su un cavallo e quindi creò delle piste da 13 metri di diametro, che ancora adesso è la misura standard per le piste da circo. Soltanto che al suo spettacolo mancava ancora qualcosa, quindi decise di introdurre nelle pause, tra le acrobazie, dei numeri di giocoleria.

P.T. Barnum (XIX secolo)

P.T. Barnum ha trasformato il circo grezzo di Astley in un'industria globale dello spettacolo.

Barnum iniziò la sua carriera con l'American Museum a New York, esponendo "curiosità e stranezze", cioè persone con caratteristiche fisiche uniche (i "freaks" o fenomeni da baraccone).


Nel 1871 fondò il suo circo itinerante. La sua genialità fu logistica: fu tra i primi a usare il treno per trasportare intere "cittadine viaggianti" (millecinquecento persone e centinaia di animali) per tutta l'America. Sfruttò le nuove linee ferroviarie, trasformando il circo da “locale” a “industriale”

Barnum introdusse le tre piste (permettendo più numeri simultanei). Rese lo spettacolo così vasto da essere impossibile da seguire interamente in una volta sola, spingendo il pubblico a tornare.

Altre strategie di marketing che usava erano quelle di generare dibattiti, autoaccusandosi con lettere anonime di essere un imbroglione. Creò un giornale tutto suo in cui parlava unicamente del suo circo facendone pubblicità. E tutte le mattine faceva arare i campi davanti a casa sua da un elefante per attirare l’attenzione dei giornali.

Barnum sfruttò molto il periodo storico in cui si trovava. Infatti era nel pieno della rivoluzione industriale. Grazie alla nascita delle fabbriche e dell’urbanizzazione, milgiaia di operai cercavano svago dopo il lavoro. Infatti capì che lo spettacolo ormai non era più per i nobili ma per il popolo.

Il circo moderno

All’inizio del XX secolo il circo classico stava cadendo in declino. Ormai quello era uno spettacolo visto e rivisto, e anche la sensibilità delle persone verso gli animali era cambiata. E grazie all’arrivo della televisione quella sensazione di “stupore del mai visto” non c’era più. 

Questo aprì la strada al Nouveau Cirque, nato in Francia negli anni ’70. Questo nuovo circo dice addio agli animali per abbracciare la drammaturgia e creare una storia che lega tutti i numeri. Vengono introdotte altre arti come la danza e il teatro.

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